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martedì 11 agosto 2015

La Rinascita


La Rinascita

Nell'Era dei tempi di maghi e streghe,
           il cielo  nel bianco
                                sosteneva           la privazione,
                   ai maghi alle streghe 
che sapevano,  
                    il dover
divenire reali un giorno:

e le caverne del riposo,
                                 per sviluppare il colore di Dio,
               il colore dell'angelo
di due mondi e universi: 
Bianco e Terra
e in fine il colore del reale.

Oh Era temuta e desiderata, 

                                         la figlia del cielo
chiamata destino,

sorridi universo  

                      Dio è stato grande.


Lucia Romano  
Tutti i diritti riservati all'Autore 
Legge 22 aprile 1941, n. 633 e succ. modifich                                       

venerdì 23 agosto 2013

Due cuori e una capanna


Due cuori e una capanna

Azzurro nel cuore di un bimbo
che alla prima luce s'innamora di una bella sognatrice,
che suona note di purezza.
Quel bimbo rincorre le note nel cielo, alla ricerca di Rosa, donna o bambina, che vive nel mondo, nascosta da veli per non essere trovata.
Bimbo, ormai adulto si da un nome, perchè mai nessuno l'ha coccolato e voluto nel mondo.
Michele, vuole chiamarsi, senza sapere perchè, ma sente che con il suo nome troverà le sue note pure, Rosa la bambina che lo fece sentire se stesso,in lontananza.
Michele ricerca, camminando solitario il tesoro dai veli coperto,
raggiunge una radura con torrente,
guarda l'acqua
si specchia e visione di Rosa lo raggiunge.
Sente il vento, così corre in quell'angolo del mondo, ove l'attende la donna sempre piccola che continua a suonare per lui.
Lingua  di terra di fuoco, circondata dal mare, Michele l'attraversa e sorridendo in una capanna fatta di ramocelli, abbraccia Rosa.
In quell'angolo del mondo, si fa la storia della storia, nel ricordo
di tracce
di un mondo che è ormai proiettato nel futuro.
Lucia Romano
Tutti i diritti riservati all'Autore
Legge speciale 22 aprile 1941 n. 633

giovedì 1 agosto 2013

L'arrivo alla propria casa

L'arrivo alla propria casa

Tra gli alberi di pino
che con guglie verdi sorvegliano
le porte del cammino, tracciato
per colui che vive senza muri,
l'incontro con quel passaggio lo sorprese, abituato a vivere in una casa libera,
nulla mai intorno ad ostacolo.
Girando l'angolo del tempo guarda le porte, ante fatte d'un cancello di legno davanti intarsiato con inclusioni d'oro.
Osserva, lo spazio si sposta lentamente, nota forme, spessore del legno in parte più fine, l'oro luccica come fosse parte del legno,
impressione indistinta d'essi.
Le porte non hanno serrature, così Libero si chiede quale forma di miscuglio d'intarsio toccare, per aprire le porte al proprio sentiero.
Chiude gli occhi e ascoltando se stesso tocca con l'indice sorridendo.
Le porte s'aprono e il sentiero compare ai suoi occhi segnato da fiori in disordine sul ciglio,
inizia il cammino con alle narici il profumo di quel sentiero.
All'orizonte la linea di confine tra terra e cielo segnata da un bianco pureo.
Libero incontrerà la sua vita prima di raggiungere l'orizzonte,
come un dio sorriderà perchè finalmente intorno a se ritroverà spazio e muri ove rifugiarsi d'amore, insieme alla sua solitudine.

Lucia Romano
Tutti i diritti riservati allAutore
Legge speciale 22 aprile 1941, n. 633 e succ. modifiche

lunedì 1 luglio 2013

Il giardino d'umanità..



Il giardino d’umanità..

Ha inizio un breve sentiero, in fondo al quale le porte di un cancello colorato.
All’entrata di un giardino, il piccolo Semir si avvicina, appoggiandosi con le mani apre le porte.

I colori danno a Semir la sensazione di un luogo incantato.
Dodici anni vissuti serenamente in Siria, in Italia solo da due, Semir ha una famiglia con discrete possibilità, rispetto ad altri immigrati.
La prima istruzione in Siria, adesso frequenta le medie, la scuola italiana non è un problema, impara in fretta, ma spesso ha la mente che vaga, è piena di storie.
La nonna di Semir era solita raccontare le storie di tutti i membri del villaggio dove vivevano, insieme alla tradizione orale, ricca di racconti di viaggi.
Il suo paese era luogo di passaggio.
La nonna gli diceva sempre che Allah accompagna e si può ritrovare ovunque sulla via.

Semir è curioso, pieno di fantasia, le porte del cancello colorato erano troppo belle e misteriose per non cercare d’aprirle. Attraverso il cancello si ritrova nel giardino, in centro uno stagno, fiori colorati intorno.
Il luogo è grande, portandosi oltre lo stagno Semir incomincia a vedere che nel verde si trovano delle rocce scolpite. Alcune intorno hanno cespugli, altre un gruppo d’alberi, altre fiori.
Tutto gli sembra un incanto, il silenzio è riempito dal cinguettio degli uccelli, Semir ricorda un racconto della nonna che parlava di un giardino in cui si potevano scoprire le facce di Allah.

Il ragazzo osserva lo stagno d’acqua limpida, da esso partono due stradine che s’inoltrano nel verde di boschi, uno di betulle, l’altro di tigli.
Nella parte destra inizia il viale delle rocce scolpite.
Semir le segue, esse sembrano uomini alcuni seduti, altri in piedi, con ognuno espressioni del volto differenti. Il ragazzo camminando lentamente le osserva, ritrovando in esse un’umanità che da quando aveva subito il trauma dell’immigrazione, non riusciva più a scoprire.

Semir si siede al termine del viale, in una distesa di margherite.
Pensa ad Allah e a quello e a quello che le diceva la nonna.

Comprende che l’umano è espressione di Dio, così non può non essere sempre accanto a noi nel viaggio della vita, insegnando come essere uomini.
Il giardino è un sogno del mondo di Semir, mentre i due sentieri si fermano ciascuno davanti a due alberi più che centenari, che trasmettono serenità e robustezza, radicati in quel luogo da sempre.
Semir li osserva e sente i ricordi affiorare, le corse nelle strade polverose del suo paese e la nonna che lo attende in casa, a ogni tramonto il momento del racconto.

Semir nel cortile del suo palazzo, si rende conto che il giardino è lontano, ma ormai presente in lui.
Un sogno che lo ha raggiunto dal suo paese.

Lucia Romano 01/07/2013
Tutti i diritti riservati all'Autore
legge speciale 22 aprile 1941,n. 633 e succ. modifiche

mercoledì 26 giugno 2013

Laura..





         
    Laura…

 Laura, una ragazza che osserva il mondo con gli occhi di persona che cerca segni che le portino emozioni e le diano risposte all'esistenza...
Seduta sotto un cielo arancio,
con nuvole gonfie, la pioggia non si decide a scendere.
Laura apre l'ombrello attendendo, nel vento, l'arrivo di quel bacio che ogni volta sente nelle gocce limpide che lavano nella sua anima la nostalgia per l'amore sperduto, ma presente in qualche angolo segnato dal destino.

Laura si nutre di quel bacio, quando l'affetto a volte si deve trovare nella magia del mondo.
Lucia Romano 26/06/2013
Tutti i diritti riservati all'Autore
legge speciale  22 aprile 1941, n 633 e succ. modifiche

lunedì 24 giugno 2013

Il treno che porta il futuro..

Fiaba del mattino..

Il treno che porta il futuro..

Dalla notte arriva il treno
del passato,
su rotaie inventate
attraverso il Mondo.
I passeggeri fanno colazione
con i propri sogni,
mentre viaggia il treno
nel futuro,
per portare gli antichi
desideri,
di un Mondo da rivivere.
Giunti i passeggeri alla
fermata,
ricordano la vita
trascorsa,
riparte il treno;
ultima tappa del viaggio,
svegli
vi preparate a scendere
portando con Voi,
il vostro Mondo, nuovo, da riempire
di cose
fatte dal vostro inconscio,
trasformandolo
in un collettivo sentire.
Lucia Romano
Tutti i diritti riservati allAutore
legge speciale 22 aprile 1941, n. 633 e succ. modifiche

sabato 22 giugno 2013

Terra d'argilla..

Terra d'argilla

In un villaggio di terra
argillosa,
gli abitanti camminavano a piedi nudi,
nel caldo del suolo.
Nulla cresceva,
argilla rossa illuminava le menti,
in questo luogo
ci si cibava di vento.
Un giorno
gli abitanti scorsero uno stagno,
profondo nell'argilla,
provarono a specchiarsi
ma non videro nulla,
solo acqua limpida.
Chiesero al vento spiegazione
ed egli rispose:
un dono dolce
per la vostra vita,
ascoltate l'acqua essa sarà
nuovo amore.

Lucia Romano 22/06/2013
Tutti i diritti riservati all'Autore
legge speciale 22 aprile 1941, n. 633 e succ. modifiche

domenica 24 febbraio 2013

Mondo,terra del cielo..

Mondo, terra del cielo

In una terra antica
fatta di templi, cantori e guerrieri,
gli Dei degli uomini
dimorano 
le strade del destino,

incontrarli

scendere nell'occhio aperto
del loro potere,
come

acque di fiume
le nostre vite,
scorrono giù in fondo,
combattono per la casa e il cibo,

la volontà degli Dei,
abbraccia
con gli eventi della terra ,
del cielo.

Lucia Romano 24.02.2013
Diritti riservati all'Autore
legge speciale 22 aprile 1941, n. 633